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Yara Gambirasio, non c’è più il Dna di Ignoto 1 (la prova regina c… #adessonews


bossetti_yara_dna_ris_645 Massimo Bosseti è stato condannato all’ergastolo per il delitto di Yara Gambirasio
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Il dna di Ignoto 1, l’unica prova contro Massimo Bossetti che la difesa chiede da anni di analizzare, non ci sarebbe più. La Procura di Venezia ha indagato il presidente della Prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e la funzionaria responsabile dell’Ufficio corpi di reato, Laura Epis, per frode in processo e depistaggio. Ma, stando a indiscrezioni, l’inchiesta potrebbe essere archiviata

Yara Gambirasio, nuovi colpi di scena: il Dna di Ignoto 1, l’unica prova che ha portato alla condanna definitiva di Massimo Bossetti per l’omicidio e che la difesa chiede da anni di analizzare, non c’è più. E la Procura di Venezia indaga il presidente della Prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e la funzionaria responsabile dell’Ufficio corpi di reato, Laura Epis. – foto esclusive | video esclusivo

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IL CASO – Yara Gambirasio scomparve nel nulla il 26 novembre 2010 da Brembate Sopra, nella bergamasca, e fu trovata cadavere in un campo di Chignolo d’Isola, ad una manciata di chilometri da dove era sparita. Le indagini furono basate essenzialmente su una traccia di dna, che portò, dopo lunghissimi raffronti, ad individuare nel muratore di Mapello Massimo Bossetti il suo proprietario. Bossetti si è sempre dichiarato innocente, ma non ha mai saputo giustificare la presenza del suo codice genetico sugli abiti della tredicenne, che peraltro non conosceva. Ma era davvero suo quel dna ribattezzato Ignoto 1? La difesa ha chiesto invano di analizzarlo per anni. E lo stava richiedendo ancora, nonostante la condanna definitiva del muratore.

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LA SCOMPARSA DEL DNA – Ora emerge che quel Dna non c’è più. Sulla vicenda indaga il procuratore aggiunto di Venezia Adelchi D’Ippolito, il quale ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo, e la funzionaria responsabile dell’Ufficio corpi di reato, Laura Epis. L’ipotesi di reato, come riporta il Corriere della Sera: frode in processo e depistaggio. Accuse pesantissime.

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LA DENUNCIA – Tutto è nato da una denuncia dello stesso Bossetti, fermamente intenzionato a far riaprire il caso e a chiedere la revisione. Se al processo era emerso che il Dna di Ignoto 1 fosse esaurito, successivamente si attestò l’esistenza di 54 campioni di tracce sui vestiti di Yara. Che fine hanno fatto? Nella denuncia presentata dal suo legale Claudio Salvagni si parla di campioni “prima scomparsi e poi ricomparsi” e del sospetto che il dna sia stato “conservato in modo tale da farlo deteriorare” rendendo inutili le richieste difensive.

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LE ACCUSE AL GIUDICE – Nella medesima querela si punta l’indice contro il presidente della Corte d’assise di Bergamo che si occupò della vicenda e che respinse come inammissibili le istanze della difesa di esaminare i reperti. E contro la funzionaria dell’Ufficio corpi di reato. La competenza sui magistrati di Bergamo è della Procura di Venezia, che ha iscritto entrambi sul registro degli indagati. Secondo il Corriere della Sera, D’Ippolito avrebbe già sentito vari testimoni, compreso il pm Letizia Ruggeri, che titolare dell’indagine su Yara, e poliziotti e carabinieri, anche del Ris.

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VERSO L’ARCHIVIAZIONE? – Ma se è clamorosa la notizia, parrebbe anche vicina una richiesta di archiviazione dato che, stando alle indiscrezioni giunte in via Solferino, finora non sarebbe emersa alcuna prova di un comportamento doloso. Ma il punto vero è: se davvero di dna non ce n’è più, come potrà Bossetti chiedere la revisione? L’avvocato Salvagni dice: “Pendono altri due ricorsi in Cassazione per ottenere l’autorizzazione a riesaminare quei reperti, che però ancora non sappiamo in che condizioni siano e che tipo di danni possano aver subito trasferendoli dall’ospedale San Raffaele, dove erano custoditi inizialmente, ai magazzini dell’Ufficio corpi di reato. L’obiettivo della denuncia di Bossetti è proprio di sapere se sono ancora utilizzabili o se qualcuno, magari interrompendo la catena del freddo indispensabile per la buona conservazione dei campioni, abbia compromesso per sempre la possibilità di effettuare dei nuovi studi sul Dna di Ignoto 1”.

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e.m.

Oggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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“https://www.oggi.it/attualita/notizie/2022/04/02/yara-gambirasio-non-ce-piu-il-dna-di-ignoto-1-la-prova-regina-contro-bossetti-indagati-un-giudice-e-una-funzionaria-del-tribunale-di-bergamo/”

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